Ven23102020

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Il conto della serva: meglio di Tremonti?

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Il cosiddetto conto della serva, quel conto che ogni famiglia deve fare per far quadrare i conti: se so che mi servono 49 miliardi di euro li recupero riducendo le spese esagerate e incrementando i miei guadagni; non devo e non posso intaccare le spese indispensabili e le entrate sicure. La proposta alternativa è molto semplice. Si compone di 4 punti e vale 49 miliardi.

Applicato alla politica italiana il gioco è semplice:

  1. Dimezzamento dei costi della politica

    Il costo della politica è oggi di 24,7 miliardi di euro all'anno (fonte UIL e sole 24 ore). Un suo dimezzamento genera minori spese per 12 miliardi di euro all'anno; 36 miliardi in tre anni. Questo risparmio inciderebbe sulla qualità della classe politica? è già talmente bassa che c'è poco da ridurre e poi una riduzione del numero dei politici aumenterebbe la competizione per essere eletti. Non ci hanno insegnato loro che competion is good? Se invece non vorranno ridurre il loro numero liberi di ridurre i loro benefits. A loro la scelta.
     
  2. Tassazione dei redditi medio-alti

    Tassare i redditi sopra i 90 e i 150 mila euro all'anno è sano economicamente oltre che giusto eticamente. In una società poco propensa al rischio come è quella italiana, chi guadagna di più risparmia di più e quindi limita la circolazione di denaro, accumula ricchezza che non consuma. Tanto vale chiedergliene un po' per sostenere l'Italia piuttosto che lasciarle ad impolverarsi nella cassaforte di famiglia. Come dice anche il Governo questa entrata vale 3 miliardi di euro.
     
  3. Tassazione delle transazioni e delle rendite finanziarie

    Perchè chi ha un lavoro o un'impresa deve pagare tasse vicine al 50% e chi maneggia denaro virtuale paga meno del 15%. Sono i veri colpevoli della crisi in atto e sono gli unici che non ne pagano le conseguenze. Maneggiare denaro virtuale in borsa è una fonte di guadagno? Direi proprio di sì e quindi è un vero e proprio lavoro. Come tale va trattato! Come tale deve pagare le tasse. Anche Francesi e Tedeschi, che non sono gli ultimi della classe, se ne sono resi conto. Se una proposta molto più blanda del Governo generava 1,8 miliardi di euro, questa proposta ne vale almeno 4.
     
  4. Introduzione della superpatrimoniale

    Una tassazione dei grandi patrimoni immobiliari non è un grande sacrificio per chi possiede più di 5 immobili o un immobile del valore superiore ai 2 milioni di euro. Per un possessore di 5 case o di un edificio da 2 milioni di euro la rendita è nettamente superiore al reddito di un impiegato di medio livello. E' un dovere morale chiedere ad entrambi almeno lo stesso sacrificio. Troppo comodo spremere il debole impiegato e tutelare il più potente immobiliarista. L'imposta potrebbe essere progressiva in funzione del patrimonio posseduto e tarata per raggiungere il miliardo di entrate annue. 3 miliardi di euro di maggiori entrate in 3 anni.

Mancano 3 miliardi per arrivare a 49? Il Governo ha proposto la Robin-Tax. Trovati!  Trovati i 49 miliardi senza toccare le detrazioni dei poveri cristi, i servizi degli enti locali, le pensioni dei lavoratori e le opportunità di impiego per i lavoratori futuri.

Non sarà la soluzione di un genio, ma se ci sono arrivato io credo che ministri, economisti, cervelloni e scienziati potremmo fare meglio di quanto hanno fatto fino ad ora... se avranno il coraggio di colpire i veri privilegiati e non i soliti sfigati!


P.S. Per i politiciQuesta lettera non è il frutto dell'antipolitica. È la riflessione di un uomo semplice che ha della Politica un'idea così alta da non riuscire a stare zitto quando vede che questa continua farsi male da sola e ad allontanare le persone da sé invece che coinvolgerle in sé.

So che chiedere a voi di ridurre i costi di quella politica che vi mantiene è come chiedere ad una banca di regalarci dei soldi. So anche, però, che un dimezzamento dei vostri stipendi e benefici non vi farebbe diventare poveri ma solo un po' meno ricchi.

Se la politica è amore per il prossimo e passione per il bene comune nessun sacrificio è troppo oneroso per salvare un Paese che rischia il collasso, per salvare milioni di cittadini che rischiano di tornare a vivere a pane e cipolle.

Chi vivrà vedrà!


[ inviato da: Maurizio Busacca ]

 

 

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