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Vi dico i motivi per cui Napoli muore

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Le cause sono due: una esoterica, l'altra culturale e comportamentale.

Ben quattro sono gli anatemi o "maledizioni" che hanno segnato, sembra finora irrimediabilmente, il destino della mia terra, benedetta da Dio e maledetta dagli uomini.

Nel corso della sua storia Napoli ha visto il susseguirsi di numerose dominazioni. Ci avviciniamo al ''700. Uno dei pochi partenopei che decise di non fare più parte di quel popolo sempre pronto e disposto ad applaudire il conquistatore di turno, osservò:-" Napule è tale e quale a 'o franfellicco (bastoncino di zucchero filato), ognuno vene, allicca e se ne va!"-  Un altro aggiunse:-" Allicca, arronza (arraffa) e se ne va!"-

Arriviamo al 1886. Salvatore Di Giacomo, il nostro più grande poeta, scriveva:-" La mia fissazione è questa, che Napoli è una città disgraziata, in mano di gente senza ingegno e senza cuore e senza iniziativa. Tutto procede irregolarmente, abbandonato ai peggiori."-

Arriviamo ai tempi più recenti. Un altro napoletano, in occasione delle elezioni che si svolsero dopo Craxi, scrisse su qualche giornale:-" Possiamo cambiare gli uomini al potere, ma non potremo mai cambiare la sete di potere degli uomini."

Arriviamo ai nostri giorni. Un altro napoletano ha classificato politici e uomini di potere di Napoli (salvo qualche rarissima eccezione)  niente altro che "lampadine fulminate". E infine, a squarciagola, ha gridato: -" Mettiteve scuorno!" (vergognatevi). Ma nessuno ha recepito.

Questi sono gli anatemi, e qua solo un esorcista, ma di quelli che veramente hanno la capacità di mettersi sotto i piedi il demonio, schiacciargli la testa e rispedirlo a marcire negli inferi potrebbe tentare in qualche modo di alienare questi malefici.

Il secondo motivo di tanto degrado è culturale e comportamentale: il rapporto tra il  napoletano degno e il napoletano biasimevole è di uno a diecimila. I figli della "Napoli nobilissima" sono quasi del tutto estinti, fagocitati da una massa enorme di maleducati, sguaiati, corrotti, sfaticati, inetti. E tutti questi, consapevolmente o meno, fanno il gioco della camorra che da decenni detiene il potere occulto di cui tutti sanno ma pochi fanno finta di vedere e "imprigiona" ogni tentativo di rinascita e di riscatto.

A questo aggiungiamoci la sovrappopolazione, il degrado delle periferie e di tanta parte della città stessa, l'inefficienza dei servizi, l'ignoranza, il disamore per la nostra pur bellissima terra e, soprattutto, la cancrena di una volgarità generalizzata fomentata dalla malavita, e la frittata è fatta.

Una frittata di uova marce che, giorno dopo giorno, senza alcuna pietà e sempre di più, la avvelena, la umilia, la uccide.

Raffaele Pisani

 

 

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