Ven23102020

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Indro Montanelli e la libertà di stampa nel decimo anniversario della morte

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Indro Montanelli

Nell'inverno scorso, feci un elogio a Walter Tobagi, giornalista ucciso dalla BR, perché "parlava" troppo. Per lui non esistevano bavagli di nessun genere. Ebbene, quell'elogio mi fu censurato dal post di un'altra testata, perché sembra che in Italia tutti cercano la libertà di stampa, ma alla fine, le cose dette danno fastidio.

Il 22 luglio, sarà il decimo anniversario della morte di Indro Montanelli. Altro grande dalla parola e dalla penna facile, anche lui vittima anni addietro, di una "gambizzazione", sempre ad opera delle BR. Senza contare Giancarlo Siani, morto invece per mano della Camorra, ma comunque sempre perché parlava molto.

Io penso che se tutte le testate giornalistiche, veramente vogliono lottare per la libertà di stampa, di parola e di opinione, i direttori che le dirigono, dovrebbero avere alle loro spalle, dei ritratti raffiguranti queste persone, che dovrebbero essere di esempio a chi vuole dire la propria opinione, e non essere invece, dei semplici stipendiati agli ordini dell'editore e del partito di riferimento.

I post come questo non fanno male alla stampa anzi, sono salutari perché permettono ai lettori (che alla fine diventano elettori), di partecipare attivamente e direttamente alla vita politica e democratica della nostra nazione. Questi post dovrebbero essere punti di riferimento per tutti, perchè da qui si possono trarre delle vere e proprie statistiche dello stato d'animo di noi italiani.

Qui siamo liberi di esprimerci con parole che agli istituti demoscopici, non diremmo mai, e perciò verrebbero fuori delle statistiche falsate. Chi combatte i post,combatte contro la libertà di pensiero, di stampa, di opinione, in poche parole, combatte contro l'art. 21 C, e conseguentemente cerca di ribaltare l'ordine DEMOCRATICO di tutti noi, leghisti e padani compresi.

Giosuè

[ Nota della redazione: è proprio questo lo spirito che alimenta il progetto padania.org. Questo è il senso proprio della difesa e della attività in promozione della libertà di espressione contenuto nello statuto della nostra associazione, che guida le nostre attività ogni giorno nel mondo intero, soprattutto nel campo della radiodiffusione internazionale, ma anche in progetti locali come questo. Il post cui Giosuè si riferisce è l'attacco al sito padania.org apparso sul quotidiano "la Padania", organo politico del movimento Lega Nord, di domenica 17 luglio 2011, intitolato "Cancellate padania.org"]

 

 

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