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Napoli, diario di un giorno qualunque

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Nel nome del Signore, oggi è sabato 25 giugno 2011, mi sono svegliato un po' più tardi, non volevo alzarmi…..; come tutte le notti ho avuto gli incubi per i miei debiti che non riesco a ripianare.

Penso a mia moglie ed al mio figlioletto che confidano in me e non voglio deluderli, mi amano .., sento il loro amore sulla mia pelle, nel mio cervello, in ogni muscolo, in ogni goccia del mio sangue,….nella mia anima, che è ormai dedicata solo a loro, come la mia vita. Vorrei tanto riuscire a poter raccogliere di più.....

Per sopravvivere avrei bisogno di guadagnare almeno 250 €uro al giorno,per venti giorni, cento €uro per la famiglia e centocinquanta €uro per le spese di produzione e le tasse, ma è impossibile. Io faccio quello che posso e che riesco, il possibile e l'impossibile.

Qualsiasi persona che si trovasse nelle difficoltà in cui mi trovo io, attingerebbe da qualche fondo creditizio, qualche piccolo prestito da restituire magari in tre anni, ed allo stesso tempo ripianificare il proprio lavoro ed il proprio modus operandi per questo stesso periodo, così da ritrovarsi in bilancio.

Ma sono ormai 25 anni che non riesco a trovare un credito normale, uno di quei finanziamenti che possano permettermi quello a cui facevo riferimento prima, ed ho avuto fino ad oggi una vita di grande stress per la mancanza di riferimenti certi, sempre a caccia quotidiana, come un qualsiasi animale, del procacciamento del necessario per la sopravvivenza, per me e la mia famiglia, lavorando come due muli e ricavando come un pulcino.

Ho cinquantacinque anni ( e mezzo ) essendo nato a Napoli il 30 dicembre del 1955 da una famiglia piccolo borghese di onesti lavoratori. …… in effetti, psichicamente, io sarei l'esatta fusione tra il pensiero del lavoratore autonomo ( non per scelta, ma per necessità,...in mancanza di una collocazione ), ed il pensiero dell' impiegato, o dell' operaio ( per aspirazione ),… e del disoccupato( per realtà di cose ).

Ecco perché Napoli è la città in cui si è avverato quello che in tutto il mondo è considerata una utopia : lo stato puro dell' anarchia sociale. Quando sei abbandonato a te stesso dalla nascita ( nel senso puramente economico ), sai di essere di pura razza precaria come i tuoi genitori, allora sei già pronto a vivere la vita in un certo modo, se non ti è stato dato mai nulla, perché gli altri dovrebbero pretendere da te?

Il bivio si snoda nel momento in cui dovessi essere più fortunato, in quel momento devi collocarti in una posizione sociale che ti mette in luce, pagare qualche tassa ( chiaramente il meno possibile ), iscriverti alle associazioni obbligatorie, ed essere potenziale preda delle associazioni malavitose che campano di sopraffazione, ( i vecchi briganti poi diventati poliziotti con l'unità d'italia, ed oggi liberi imprenditori nel campo dell'edilizia, delle panetterie, delle latterie, dei cementifici, dell'acqua minerale, dei supermercati, delle rivendite automobilistiche e di auto e camion e macchine movimento terra, delle televisioni, dello smaltimento dei rifiuti, delle finanziarie e delle banche,della politica, di qualsiasi cosa che implichi immensi capitali da immobilizzare in attesa di lautissimi guadagni in previsione temporale dai tempi lunghi e lunghissimi ( unica eccezione è la politica, è il solo caso in cui i soldi estorti alla popolazione vengono ritirati con cadenza quotidiana) ).

Qualcuno ha scritto della camorra, o della mafia, o della 'ndrangheta, o di altre associazioni più o meno sopraffatorie,

Ma quasi nessuno si è messo in luce dicendo che anche uno stato sordo, che pretende solo gabelle, senza sapere, e non vuol sapere, se sei in grado di vivere o no, basta che paghi, è una associazione sopraffatoria per il bene di pochi a discapito di tanti, che si serve, come allora, di briganti ( almeno in maggior parte ), per il controllo e la ricossione delle gabelle.

Non so se questi miei pensieri saranno mai letti da qualcuno, ma vorrei tanto che potesse leggerli il nuovo sindaco di Napoli, che tra i tanti problemi, il primo oggi ,in assoluto, è quello di organizzare la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti.

Si parla tanto di infiltrazioni della malavita, come in tutte quelle cose in cui si vuole dare la colpa a qualcosa che non esiste e che non può essere smentita, ma le persone che sono state sentite ridere , sfregandosi le mani nell'ora in cui morivano poveri sventurati nel catastrofico terremoto della città dell' Aquila, non erano i malavitosi soliti, ma i malavitosi accreditati dallo stato.

La camorra non ha mai pensato di lucrare sul sangue infetto raccolto in giro e somministrato ad una povera popolazione inerme, come mai gli autori di questi nefandi operandi non sono stati convocati all'Aia per strage di innocenti ?

La camorra non avrebbe mai sotterrato nelle immense campagne campane i rifiuti tossici del nord se il nord non li avesse chiamati in loro aiuto facendogli guadagnare soldi facili facili.

Comunque io saprei come organizzare la raccolta e il riciclaggio dei rifiuti, guadagnandoci anche sopra, in modo legale ed ecologico, quindi, caro sindaco, se vuoi sapere come fare, cercami ed io ti eruderò in merito.

Amedeo

 

 

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