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Euro: una mattina di domenica in macelleria

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La bottega del macellaio: discussione sull'EuroStamane presto in una localitá termale in Italia mi sono trovato ad entrare in una macelleria-boutique, aperta anche di domenica per acquistare del bollito e mi sono imbattuto in una discussione sull’euro. I clienti tutti maschi, forse data l’ora.

Il macellaio, un quarantenne sanguigno diceva “non é possibile lasciare l’euro: é come un Club esclusivo e abbandonarlo significa essere esclusi per sempre, marchiati come bestie, nessun paese comprerá piu’ la tua merce”.

Un cliente dall’aspetto di artista, barba brizzolata incolta, rispondeva che anzi le merci prodotte in Italia diventeranno competitive e non sará piú necessario farsi dissanguare dalle tasse per ripagare interessi usurai con soldi che hai sempre meno in tasca per via dell’austeritá e perché sono proprietá di altri, non del governo italiano.

Un giovane interveniva dicendo che era meglio non avere la proprietá della moneta, visto gli intrallazzi della politica e le spese folli e concludeva che questo “tecnico” é il governo migliore possibile perché sta raddrizzando la politica italiana corrotta.

Un altro, citando lo scrittore satirico Flaiano, diceva che aveva fatto un’analisi di tutti i difetti attribuiti agli italiani,- che lui non si sentiva di avere-, ed aveva concluso che forse lui non era italiano.

Un cliente ben vestito aggiungeva “lo stato nazionale oggigiorno é morto, non esiste piú e nessuno si rassegna a fargli il funerale”. Un tipo piccolo e smilzo rinforzando il concetto aggiunge che il peso dello stato dovrebbe essere il minimo possibile, una piuma, il liberismo é la condizione ideale in cui la selezione naturale  trionfa, “chi é piú forte e bravo mangia, gli altri soccombono, é la natura”. Intanto comprava una fortuna in filetto pregiato, scusandosi, e dicendo che aveva molti amici ospiti.

Allora prende la parola con un accento un pó tedesco, un tipo alto e biondo, un pó curvo di mezza etá: “io amo l’Italia perche’ ci sono tante persone simpatiche, buona cucina e buon gusto in tutti i campi e con l’euro mi sento a casa mia, posso viaggiare e godermi l’Italia, é un vero sogno che mi auguro duri per sempre”.

Un cliente che stava in disparte, un pó schivo “Dura fin che dura” aggiunge con accento milanese “ ma permettetemi di dire che dura minga, non puó durare questa autentica pacchia per alcuni membri del Club, fardello insopportabile per altri. E dove é finita la democrazia? Sono stati consultati i popoli sovrani per firmare i trattati europei e per adottare l’euro? E dire che dopo il bastone della austeritá e i sacrifici umani, ora si arriva alle lusinghe, al flattering dell’Italia e alla famosa carota. Le autoritá tecno-burocratiche cominciano ad aver paura che la gente comune abbia finalmente capito i giochi ed offrono la carota. Nella speranza che  l’Italia la prenda definitivamente -una volta per tutte-, dove, ovviamente é chiaro”.  Silenzio assoluto, imbarazzante.

Sono uscito dalla boutique ripromettendomi di fare chiarezza e tutto il pomeriggio -ascoltando in radio le olimpiadi londinesi-, ho cercato un sito che finalmente getti luce su questi argomenti cosi’ basilari. Ne ho trovato uno che sembra promettente. E’ il blog spot del Professor Alberto Bagnai, economista, di cui vi lascio il link, insieme ad una sua intervista un po’ lunga ma estremamente chiara ed illuminante.

Antonio, 29/7/2012

 

 




 

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