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Io tassista

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Io di professione faccio il tassista però da quando è caduto il governo Berlusconi e si è insediato senza alcun titolo quello dei banchieri la mia categoria viene trattata dalla quasi totalità dei mass media come la peggiore malattia della storia.

Ricordo che noi non graviamo sulla collettività in alcun modo,pur essendo un servizio pubblico i nostri costi li sosteniamo tutti da soli e non usufruiamo di alcun tipo di incentivi,la nostra unica colpa è quella di esercitare in un settore dove gli aguzzini della finanza non hanno alcun profitto.

La Marcegaglia ha dichiarato dopo la prima fase della manovra Monti che pagavano tutti, dalle famiglie ai pensionati,tranne le lobby tra cui spiccava quella dei tassisti ricordo al presidente di confindustria che io come molti miei colleghi ho anche una famiglia per lavorare pago a dei prezzi diventati insostenibili il carburante ho una casa sulla quale pago il mutuo ma da oggi dovrò pagarci nuovamente una tassa.

Sono arrivato a 45 anni con la fedina penale pulita, ma se oltre a massacrarmi di tasse mi tolgono anche il lavoro,  la possibilità di pagare il mutuo della casa e quella di crescere decentemente i miei figli non avrei problemi a cambiare professione e da tassista diventare terrorista.

Gli squali della finanza a cui fa gola il nostro settore vorrebbero liberalizzarlo, fare incetta di licenze, per poi mettere alla guida delle auto dei disgraziati che pagherebbero con un tozzo di pane attraverso le cooperative sociali che loro hanno creato e il costo dei taxi salirebbe esponenzialmente come è già accaduto in tutti i settori liberalizzati.

In Italia col settore taxi riescono a viverci 60 mila famiglie a chi gioverebbe una liberalizzazione del settore? Sicuramente non all’economia di questo paese,ma a chi ha già distrutto altri settori affamando i piccoli e impadronendosi del mercato.

Tiziano, 5/1/2012

 

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