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Chi erano i Druidi

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Le nostre conoscenze riguardo ai druidi possono essere incrementate, ancorché non di molto, attraverso lo studio di iscrizioni, incisioni e sculture.

Il materiale epigrafico disponibile consiste in circa 360 iscrizioni ogamiche, ritrovate principalmente su pietre tombali nel Sudovest dellIrlanda e in Galles, che risalgono al V e VI secolo d.C., e in circa 374 iscrizioni, ritrovate soprattutto in Gallia, con dediche a dei o dee, anche se esse risalgono quasi esclusivamente allepoca in cui la Gran Bretagna e la Gallia appartenevano allImpero romano.

Il materiale iconografico è costituito da sculture e incisioni, sia in legno sia in pietra, raffiguranti persone e animali e risalenti al VI secolo a.C. Questi due tipi di testimonianze, quella epigrafica e quella iconografica, diventano illuminanti se poste nel contesto che ci è fornito dai dati testuali corroborati dalle scoperte nel campo dellarcheologia, degli studi linguistici e della mitologia comparata. Passando a considerare queste testimonianze, ci addentriamo in un campo di studio ricco ed entusiasmante, che nellultimo ventennio ci ha consentito di formarci un quadro del druidismo che fa pensare a una continuità di tradizione che dallera neolitica si è protratta per tutto il periodo celtico.

Comunità agricole neolitiche risalenti al 4500 a.C. sono state individuate nel Sud della Gran Bretagna e in Irlanda, e a nord, fino alle Orcadi, al 3500 a.C. Furono queste comunità “delletà della pietra” che costruirono i monumenti megalitici ed eressero i loro numerosi monumenti di pietra nel corso di circa duemilacinquecento anni, tra il 3500 e il 1000 a.C.

Quanti tra noi si erano fatti lidea che questi nostri antenati neolitici fossero dei “rozzi selvaggi" sono stati costretti a rivedere radicalmente il loro modo di pensare alla luce delle scoperte, di cui fu pioniere, Sir Norman Lockyer agli albori del XX secolo, ma che hanno avuto un pieno sviluppo solo negli ultimi ventanni grazie alla minuziosa opera di analisi computerizzata dei professori Thom, Hawkins e Atkinson. Questopera ha dimostrato che i circoli di pietre e altri monumenti della popolazione neolitica furono eretti servendosi di conoscenze matematiche sorprendentemente sofisticate, il che dimostra che i nostri antenati illuminati possedevano una conoscenza “pitagorica” della matematica più di mille anni prima della nascita di Pitagora.


Resti megalitici sotto forma di tumuli sepolcrali, pietre erette e circoli di pietre sono stati ritrovati in ogni parte del mondo: in Tibet, Cina, Corea e Giappone, nelle isole del Pacifico, Malesia e Borneo, in Madagascar, India, Pakistan ed Etiopia, nel Medio e nel Vicino Oriente, in Africa e nelle Americhe.
Quello che è certo, comunque, è che i monumenti megalitici dellEuropa occidentale sono tra i più antichi del mondo. La datazione con il carbonio 14 situa la maggior parte di essi tra il V e il II millennio a.C. E dal momento che essi sono più antichi dei monumenti trovati in Africa o in Asia, nel Vicino o nel Medio Oriente, non possono essersi “propagati" a partire dal Sud o dallEst.

(Articolo di Rolando Dubini - Associazione Celtegh Medhelan)

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