Mar17092019

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Abolizione delle province: scherzavamo, non così in fretta

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In questi giorni in cui sono uscite le indiscrezioni più o meno veritiere, sulle misure che saranno improntate dalla nuova manovra, si è ben evidenziata l'inconsistente ed incompetente opposizione politica al presente governo. Ci hanno omaggiato delle loro caratteristiche melodie, dando fiato ai soliti trombettisti, che di arte musicale non c'azzeccano, ma appartengono a quel gruppo di professionisti della disinformazione che manipolando la realtà, infondono nell'opinione pubblica convinzioni e dietrologie che non sussistono e che sono prive di qualsiasi fondamento.

D'altro canto però l'intento è ben visibile ed è quello infangare la maggioranza, peccato che nella loro enfasi di goliarda esuberanza, dimentichino il buon senso di andare a studiarsi le leggi, così come sono scritte e così come devono essere lette ed applicate.

La bufala è di quelle colossali,degne degli orfani del catto-comunismo e delle loro pseudo-diversità (caso Penati,in primis), che però dimostra inequivocabilmente la loro incapacità ad essere una credibile alternativa di governo e segnano il profondo dilettantismo (peraltro pagato) che li circonda e li perseguita.

Il riferimento è relativo alla decisione di abolire le Provincie al fine di ridurre la spesa pubblica,riforma molto dibattuta, invocata e spinta a furore di popolo sulla via abrogativa. Posizione questa che prefigurava una esaltazione degna di una epocale conquista popolare,invece no, si ripudia il solenne podio, in quanto ci si indigna del percorso adottato, ovvero la via Costituzionale. Orrore degli orrori, non l'avessero mai fatto, bisogna abolirle presto anzi immediatamente, tuonano gli adepti marxisti.

Piano piano, finalmente qualcuno si decide di mettere il naso tra le carte e si va studiare la legge. Alt, dietrofront, cari Compagni ci siamo sbagliati, l'unico sistema valido che abbiamo per abolire le province è la via Costituzionale, perché queste sono inserite nella Carta, si veda l'intestazione del titolo V e l’articolo 114 che dice che la Repubblica è costituita dai "Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato".

Ma non è finita, qualcun altro che pensa di saperla lunga, in realtà di lungo ha solo la lingua, perché sostiene di raccogliere le firme per abrogare con un referendum le Province, peccato che questi pseudo-politici non vadano a leggersi la costituzione che vieta di fatto i referendum abrogativi di norme Costituzionali. Ahimè, l'importante è far credere, da qui il sospetto che forse siamo già in campagna elettorale e tutto è consentito anche quello di proporre l'improponibile.

Per abolire le province, bisogna per forza modificare la Costituzione, perché una legge ordinaria, non passerebbe il vaglio della stessa Corte Costituzionale, senza contare gli eventuali ricorsi alla consulta, dei Presidenti o dei Consigli defenestrati.

Acc..... dopo la figuraccia dei diversamente... UGUALI, abbiamo la figuraccia dei diversamente... politici, desta comunque sorpresa nel constatare omologa figura in coloro che ancora credono a costoro e ignari di ritrovarsi tra le mani una male-odorante sostanza organica in decomposizione, nonostante l'olezzo la sbandierano ancora in continuazione, ignari che questa ricada su se stessi, evidentemente la sostanza è di loro gusto.

 

[inviato da evergreen]

 

 

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