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Tasse e ancora tasse

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mangia mangiaA quanto pare il Triunvirato romano-centrico modificherà l'art. 81 della Costituzione che obbligherà ciascun paese dell’UE a raggiungere il cosiddetto pareggio di bilancio, in altre parole l'obbligo per lo Stato di pareggiare costi e ricavi.

Una modifica costituzionale che nasconde un terribile retroscena: la consegna permanente del paese nelle mani di quei poteri che hanno generato l’attuale crisi economica e che la stanno gestendo in virtù del proprio profitto. Si consegneranno nelle mani delle oligarchie bancarie e finanziarie il futuro del paese e i nostri destini. Lo Stato in definitiva non sarà più in grado di controllare e modificare l'economia nazionale attraverso proprie politiche economiche e sociali.

La linea sarà dettata dal Fondo Internazionale Salva-stati, dalla BCE e dalle oligarchie dei poteri finanziari mondiali che avranno la piena autonomia nella gestione dei flussi creditizi attraverso l'acquisto di titoli del debito pubblico di ciascun stato, di conseguenza si consegnerà il potere politico ed economico nelle mani delle lobby private e a quei Stati extra-nazionali ed extra-europeii con maggiore Cass-Flow, come gli Stati cosidetti emergenti, questi automaticamente diverranno, nostro malgrado, dei partner che potranno chiedere a piacimento o a dispetto contropartite politiche ed economiche.

Ovviamente come da consuetudine i cittadini non saranno consultati, così come avvenuto con la decisione di entrare nell’orbita Euro, anche questa volta l’espropriazione di un’altra parte che costituisce la sovranità nazionale e monetaria, delegando pieni poteri di fatto a organi non identificati nella presente Carta. Tutto ciò avrà lo avvallo politico dei massimi vertici costituzionali, politici e delle prebende mediatiche.

Vi è inoltre un altro aspetto da rilevare, ossia che a dispetto del Governo Prodi, questo Governo non è stato eletto dal popolo ma è stato designato.

Ciò nonostante, Banco Super Monti, assumendo a se, patrio podestà, ha sancito una modifica costituzionale, il 2 marzo 2012, apponendo la propria firma sul trattato denominato Fiscal Compact, che comporta l’abbattimento dell’attuale deficit e assumendo contemporaneamente l’impegno a non oltrepassare il rapporto tra deficit e PIL del 3%.

Attualmente lo Stato italiano ha un deficit che ammonta 1947 miliardi di euro, con un rapporto del 120%, si può quindi comprendere che l’effetto sarà un salasso per il paese con manovre pesantissime per i prossimi anni, la manovra non sarà contro-bilanciata con una crescita esponenziale dell’economia ma con una crescita che è pari a zero, una disoccupazione in salita, migliaia d’imprese artigianali e commerciali che chiudono, un potere d’acquisto al limite di un paese sotto-sviluppato,uno spread che stabilmente si aggira attorno ai 400 punti, una borsa in lenta ma progressiva discesa. Uno scenario che inevitabilmente produrrà dei conflitti sociali, che questo paese ha già conosciuto e che si sperava non potessero riemergere.

Giunge a fagiolo il presunto scandalo leghista, che non a caso mette il bavaglio all’unica parte politica in grado di contrastare questa sventurata decisione, la Lega NORD, spianando, di fatto, la strada contro ogni possibile contestazione o rivolta popolare.

Tasse e ancora tasse, nessuna riforma strutturale, ma una gestione dilettantesca, degna dei più somari studenti d’economia. Ogni giorno s’inventano una nuova tassa, facendo retromarcia nel caso questa includa i beniamini Sponsor, ovviamente non s’intravede alcun taglio alle inutili e assistenzialiste spese sociali, alle vergognose rendite finanziarie e patrimoniali, agli enormi sprechi della politica e del comparto pubblico, nessun taglio alle pensioni d’oro e ai benefici delle caste e delle lobby.

Un governo chiamato a salvare l'Italia ma che invece la porterà inesorabilmente attraverso un’atroce agonia nel profondo default. Vien voglia di gridare: Arridatece Berlusconi!

Evergreen, 20/4/2012

 

 

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