Mar17092019

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L'abbraccio dopo il voto

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Le manifestazioni d’affetto che due esseri umani usano scambiarsi di quando in quando, sono espressione e funzione di vari sentimenti: si può parlare di fratellanza, di simpatia, di comunanza di ideali, di amore profondo o viceversa di antipatia, ipocrisia, rivalità, odio, disamore; ci sono poi manifestazioni che pur avendo una parvenza di affettuosità sono però un po’ più frutto di ragionamento e tanto più lo sono tanto meno sono istintive, esse vengono dalla comunanza di idee, dalla partecipazione ad un progetto comune, da una complicità di interessi più o meno onesta, più o meno legale, più o meno sincera.

Un osservatore attento, quasi sempre e dai tanti segnali che un corpo istintivamente lancia all’intorno, dall’ambiente in cui esse avvengono, dal grado di conoscenza che si ha delle persone soggetto della manifestazione, diciamo così, in esame, un osservatore, dicevo, riesce se non a capire, almeno ad intuire o ad immaginare con una approssimazione molto vicina alla realtà i perché di quella manifestazione affettuosa.

Ieri è stata per me una giornata particolare, ho vissuto a livello di commozione profonda, uno tsunami di affettuosità cui mai avrei sperato ed ho ritenuto fosse mio piacere oltre che mio dovere ringraziare in qualche modo uno per uno tutti quelli che ne erano stati i protagonisti, cosa che ripeto ed ancora rifaccio; ma, in verità non è di questo che vorrei parlare oggi.

Stamane su Repubblica c’è un articolo di Massimo Giannini corredato da foto che è riportata anche in un’altra parte del giornale stesso. Vi è rappresentata una manifestazione d’affetto estemporanea, esposta e, più che altro rappresentata, che a me ha provocato una sensazione di grande disagio. In questa foto ci sono due uomini, un settantacinquenne ed uno di molto più giovane che si abbracciano e si danno pacche sulle spalle come dopo aver assistito ad un gol della squadra per la quale entrambi sono tifosi; solo che, la foto non è stata scattata sugli spalti di uno stadio, non riprende due scapigliati e scalmanati tifosi, non ha l’ambientazione felice e spensierata di una domenica pomeriggio.

I protagonisti di questa foto sono due parlamentari, in giacca e cravatta, l’ambiente è quello tetro ed un po’ TRISTO, dati i tempi, della camera dei deputati, nella tarda serata dell’ieri, alla fine di una votazione sfavorevole ad una sfiducia personale: in questa foto, queste due persone, il sorriso di una delle due è più un ghigno che altro, si scambiano una affettuosità che in me ha, credetemi, letteralmente provocato un conato di vomito. Queste due persone di cui una è accusata di QUALCOSA INERENTE LA MAFIA si congratulano a vicenda per :

  1. lo SCAMPATO PERICOLO;
  2. per avere ancora una volta dimostrato la loro SUPREMAZIA SU DI UN CODAZZO DI SERVI, nella migliore delle ipotesi, SCIOCCHI;
  3. che la LEGGE non è UGUALE per tutti;
  4. che questo parlamento (volutamente in minuscolo) DEVE ANDARE A CASA;
  5. che la tante volte richiamata VOLONTA’ POPOLARE non conta un ACCIDENTE di NIENTE!.

Quella sensazione di vomito da me provata ha fatto da prodromo ad un’altra ben più precisa e chiara, ho visto due XXXXXX gioire perchè SI SENTONO SUL PUNTO DI RENDERE REALI I LORO PRESUPPOSTI CRIMINALI: se lasciamo che questa gente riesca anche ad imbavagliare la nostra ultima sponda libera, questo mezzo mediatico che mette tanti di noi in condizione di rapportarsi liberamente e di esprimersi, far conoscere e conoscere, dare adito ad iniziative ed a aspettative e speranze il prossimo passo, non più poi tanto lontano, SARANNO LA' ADUNATE IL SABATO MATTINA CON LE CAMICIE NERE ADDOSSO.

Amiche ed amici: “ SE NON ORA, QUANDO ???????


Claudia Petrazzuolo

 

 

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