Ven28022020

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TAXI: Pisa ad alcuni tassisti il Comune impone turni di servizio di 4 ore giornaliere

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taxipisa scrive su padania.org: "Vorrei poter esprimere la mia gratitudine a coloro che su facebook, in vari gruppi, nei commenti si mostrano benevoli e comprensivi e a coloro che si mostrano critici e severi, la libera espressione del pensiero e della dialettica sono fondamentali complementi e parti integranti di un democratico Stato di diritto. Questo il mio pensiero sul tema del dibattito: Il principio è quello della libertà. Costituzione: art. 4 [1] La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. [2] Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società. art. 41 [1] L’iniziativa economica privata è libera. [2] Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. [3] La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali. Tale libertà può e deve trovare dei limiti per le esigenze della collettività e motivi di interesse pubblico e l’attività di tassista consiste nell’interesse per la collettività degli utilizzatori di trovare sempre, a qualsiasi ora del giorno e in qualsiasi stagione un taxì per farsi portare alla propria destinazione. Le normative, se le parole hanno un senso, devono interpretarsi con il criterio cui i comuni devono uniformarsi ed è quello di assicurare un livello minimo sufficiente alla collettività per i propri spostamenti, non certo quello di porre un limite massimo di lavoro. La personalità dei cittadini esplicatesi nel lavoro deve svolgersi e realizzarsi nella massima libertà possibile, compatibilmente con le esigenze di interesse pubblico inerenti ad ogni singola attività. Fin qui quella del tassista. Ed in questa prospettiva il legislatore si è posto anche rimuovendo limiti stratificati da decenni di perversa consuetudine nell’analoga materia dell’orario dei negozi: Come si vede quindi, non solo la Costituzione della Repubblica, il legislatore nazionale e quelli regionali, hanno provveduto ad adeguare le normative alla stregua della massima libertà nell’esercizio del lavoro e dell’impresa, ma hanno anche stabilito i criteri cui i Comuni nell’esercizio del loro potere regolamentare debbono attenersi relativamente all’esercizio dell’attività di tassista. Le normative devono interpretarsi, senza alcun dubbio di sorta, nel senso che gli orari ed i turni stabiliti dai Comuni sono relativi alla durata minima dell’attività che deve essere prestata dai tassisti. E ciò è tanto più vero se si considera che i tassisti sono autorizzati ad avere ausiliari alla guida. E’ il caso di ricordare che le considerazioni che precedono trovano conferma e sostegno nella recentissima legislazione in tema di liberalizzazioni: L’articolo 1 del decreto sulle liberalizzazioni come convertito in legge stabilisce esplicitamente l’abrogazione di tutti i vincoli e gli impedimenti che hanno fatto grandi i detentori di un qualsiasi potere e poveri l’economia e gli imprenditori. È da negare all’usignolo il canto melodioso o all’asino il ragliare ottuso ? TaxiPisa"

 



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