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Chi fa da se fa per tre

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E siamo alla frutta. Stasera Renzi si scontrerà con la vecchia guardia del suo partito e o dovrà fare delle concessioni tali da annullare quasi totalmente le riforme che aveva in mente o verrà messo in minoranza e se ne dovrà tornare a casa. In qualunque maniera la sua stagione politica come premier e' finita. Pur essendo di idee diverse ho, almeno all'inizio, apprezzato la sua idea di cambiare le cose e cercare di mettere persone ed idee nuove in un mondo, e lo stiamo vivendo giornalmente con le notizie sulla corruzione e  il "magna- magna" che vediamo in tutte le edizioni dei vari TG e nelle trasmissioni d'opinione nei vari canali televisivi. Poi mi sono dovuto ricredere.

A buone idee non ha corrisposto un'azione adeguata. Il nostro attuale premier non ha la forza ne interna, ne internazionale per  portare avanti un vero cambiamento. Nell'ambito interno si e' scontrato con una generazione potente che non ha voglia di lasciare le poltrone, con i sindacati, con la magistratura politicizzata, ecc... Purtroppo non ha la potenza e la forza economica che aveva Berlusconi quando a suo tempo ha provato a fare lo stesso. E nonostante tutto non e' riuscito a portare a termine. Smuovere le cariatidi e' compito ormai del cittadino. L'unica arma, la migliore, e' il voto. Purtroppo ci siamo dimostrati un'altra volta non all'altezza del nostro compito.

Quando quasi la meta degli italiani non va a votare, vuol dire che alla fine ci va bene così. E' inutile lamentarsi, dopo, protestare e cadere nella trappola della guerra fra poveri che, secondo le idee delle Cariatidi, porterà alla continuazione dell'occupazione delle "poltrone" a loro, ai loro figli, parenti ed amici chissà ancora per quanto tempo. Infatti e' quello che lor Signori, hanno pensato e stanno realizzando. L'altro giorno andando a Milano in treno mi sono imbattuto in una simpatica Signora di Catania con la quale ho instaurato una lunga conversazione sul problema degli immigrati. Risiedendo in Sicilia sta vivendo in prima persona il problema. La sintesi e' il collasso totale, la paura di perdere la stagione turistica alle porte e l'inizio di un repulisti popolare nei confronti di tutte le persone con un colore della pelle diverso dal bianco. E' quello che Loro vogliono per far passare tutti, ma proprio tutti nella posizione di rifugiati politici, dare loro il voto, case e tutto quello che, con il dovuto rispetto ai veri profughi di guerra che meritano tutto il nostro aiuto ed assistenza, alla fine il voto per assicurasi il loro posto a Vita ed anche post mortem. Così gli italiani passeranno per razzisti.

Nell'ambito internazionale il nostro Premier sta prendendo schiaffoni da tutti. Dall'India che tiene sequestrati uno/ due marò da oltre tre anni, all'Europa che dice una cosa e poi ne fa un'altra lasciandoci tutti i problemi sul groppone. Dall'incapacità di imporre le proprie idee alla sottomissione della folle Idea di far la guerra, sia pur solo politico/economica alla Russia.

Un Premier che non ha la forza per portare avanti idee, che almeno in parte, sono giuste. Un Uomo giusto nel partito sbagliato. Ed allora? Premesso che bisogna trovare forze e facce nuove, credibili e sopratutto incorruttibili che futuro ci aspetta?. Purtroppo, se non saremo capaci di staccarci dalla locomotiva europea, almeno dal punto di vista politico, mantenendo pero la moneta, cosa che la Grecia sicuramente farà entro la fine di Giugno, ci troveremo nel giro di un anno con l'Italia divisa in due stati diversi. Uno al nord, dalla Toscana/Emilia Romagna in su e dall'altra parte il resto, gestito e governato alla vecchia maniera e che a poco a poco sarà la provincia avanzata dell'Africa.

Tutto questo nella quasi indifferenza di quasi la meta degli Italiani. Ora se Renzi ed Alfano, per vendicarsi delle sconfitte elettorali vogliono inviare la meta degli immigrati, compresi quelli irregolari e non identificati, nelle tre regioni governate dalla " destra" solo per dimostrare che i Sindaci e Governatori, non sono in grado di mantenere le loro promesse elettorali, non possono stupirsi se la risposta e' e sarà assolutamente un NO, Se la stragrande maggioranza degli Stati Europei ha dichiarato che non vogliono avere gli immigrati che arrivano in Italia, come possono stupirsi se le regioni del nord rispondono lo stesso? E questo non per mancanza di umanità , ma per evitare di riempire le proprie regioni di persone che non hanno prospettive e saranno costrette a delinquere per sopravvivere.

La domanda sorge spontanea. Quanti di questi poverini che arrivano sui barconi sono persone che realmente scappano dalla guerra e dalle torture? Loro si che meritano di essere accolti, aiutati, curati ed integrati nella nostra società. E chi sono? Quelli che non hanno problemi a  farsi identificare. Gli altri che siano terroristi, ex galeotti che vengono mandati via dal proprio paese che non é in in grado nemmeno di dargli da mangiare, a casa. Non devono nemmeno toccare terra. Perché e come gli altri Paesi dell'area mediterranea fanno scendere a terra solo chi dimostra di avere le carte in regola ed il resto li rimanda indietro? Perché loro si e noi no? La risposta la sappiamo tutti. Ed allora cosa facciamo? Decidiamo di mandare a casa tutti i politici. Bene ed allora perché invece di farci il ponte non siamo andati a votare? E per chi?. Ovvio non per Berlusconi, che , pur restando l'ultimo baluardo di una generazione con agganci potenti, ha ormai un'età che non può più garantire una continuità nel tempo. Purtroppo non ha un "discepolo" . Ed allora? L'unica alternativa e' Salvini con il nostro Silvio, che  dovrebbe fare un po' da freno, per poter transitare l'Italia da una situazione di caos e corruzione galoppante in una reale Repubblica Federale, mentre si cerca un erede moderato con un forte potere economico/politico, sullo stile del Cavaliere.

Per favore dimenticatevi di Grillo. Ammiro il nostro Beppe come persona e comico. Non ho parole sull'Uomo politico. Non facciamoci attirare da voti di protesta. Cerchiamo di dimostrare di essere maturi e facciamo qualcosa per tenere insieme questo sgangherato paese. Altrimenti fra un anno, dopo le elezioni regionali che si terranno in Lombardia, avremo due paesi. E nessuno dei due si chiamerà Italia. E' quello che vogliamo? A noi e solo a noi cittadini, che abbiamo il vero potere nelle mani attraverso il voto, la risposta alla domanda: che futuro vogliamo? E come disse un Grande: meditate gente, meditate.

Antonio Scandola, 9/6/2015

 

[ Nota della redazione:  Riceviamo e pubblichiamo. Il presente articolo riporta le opinioni dell’autore che non rispecchiano necessariamente quelle di padania.org e della NEXUS-IBA ]

 

 

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