Cercate di far sapere alle lavoratici padane che c’è infatti un passaggio poco noto del provvedimento che va soprattutto contro le donne ex lavoratrici che qualcuno ha ironicamente ribattezzato le «15enni». Sono le signore sulla sessantina che avevano maturato il diritto al trattamento di vecchiaia con 15 anni di contributi prima della riforma Amato del 1992 e che solo in queste settimane stanno facendo domanda di accesso alla pensione. Si tratta per lo più di operaie e impiegate che hanno interrotto presto la carriera per dedicarsi alla maternità e alla famiglia, in tempi nei quali bastava uno stipendio per arrivare a fine mese.
Donne che hanno lasciato il lavoro soprattutto tra gli Anni 70 e 80 nella certezza che un giorno, da anziane, avrebbero potuto godere di una pur piccola pensione.Spesso avevano anche fatto dei versamenti volontari per raggiungere i 15 anni di contribuzione e Giuliano Amato aveva deciso di preservarle, consentendo a chiunque avesse maturato il requisito entro il 31 dicembre 1992 di ritirarsi con 15 e non con 20 anni di lavoro (nuovo parametro introdotto al tempo proprio dal premier socialista).
Le «15enni» dei primi Anni 50 avevano perciò continuato ad aspettare con speranza che maturasse l’età anagrafica per godere dei contributi. Avevano insomma fatto dei calcoli precisi in attesa di una vecchiaia più serena.
DEROGA AMATO ANNULLATA DA FORNERO. Poi è arrivata la riforma Fornero ed ecco scattare la tagliola. La deroga Amato è saltata e il requisito dei 20 anni di contribuzione è stato esteso a tutti, retrodatandolo addirittura rispetto al 1992.
Ringrazio ,pensate quante sessantenni non lo sanno in quanto nessuno vuole parlare e non usano internet, di questo dobbiamo farne un cavallo di battaglia
Viviana, 14/7/2012
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