Specchio celtico in bronzo, da Wikipedia
La conclusione di molti storici è che termine "Celti" non sia il nome proprio di una popolazione ... ma sia stato attribuito dai geografi classici a una grande varietà di tribù barbare, anche se non si nega che sia esistito un gruppo linguistico che a partire dal XIX secolo è stato chiamato "celtico", né che sia possibile effettuare significative osservazioni archeologiche riguardo alla cultura materiale e al modo di vita nei singoli momenti e luoghi. Ma queste percezioni diverse e legittime non andrebbero confuse mescolandole tutte in uno stesso insieme etichettato come "celtico".
Consapevoli di queste premesse, probabilmente gli antenati dei Celti erano i popoli della cultura dei Vasi Campaniformi (Beaker-folk), originari dellEuropa centrale o dellIberia nel III millennio a.C., e quelli della cultura delle Asce da Combattimento che quasi certamente migrarono dalle steppe della Russia meridionale più o meno nello stesso periodo. La fusione di queste popolazioni nelIEuropa centrale intorno al II millennio a.C. diede origine alle culture successive note come culture di Unjetice, dei Tumuli e dei Campi di Urne. Alcuni studiosi sostengono che sul finire del II millennio a.C. la cultura dei Campi di Urne può essere considerata “protoceltica”. A partire dal 700 a.C. circa, la cultura di alcuni dei discendenti dei popoli dei Campi di Urne è stata denominata cultura di Hallstatt, che può essere considerata con una certa sicurezza celtica in opposizione a quella protoceltica. La cultura di Hallstatt può essere seguita solo per 200 anni, dopodiché essa lasciò il posto alla cultura di “La Tène” che si protrasse fino allarrivo dei Romani.
Distribuzione dei Celti in Europa, via Wikipedia
Ma se consideriamo antenati dei Celti anche i popoli delle culture dei Vasi Campaniformi e delle Asce da Combattimento, e li chiamiamo, come fanno alcuni studiosi, “proto-Celti”, allora possiamo far risalire larrivo dei proto-Celti in Gran Bretagna già intorno al 2000 a.C., dal momento che fin da tale epoca sono stati identificati siti di cultura dei Vasi Campaniformi nelle Isole Britanniche.
Il professor Renfrew si schiera contro questa teoria, sostenendo che, anche se essa viene preferita dagli archeologi del continente, la maggior parte degli archeologi (britannici) oggi non pensa in termini di immigrazione, in qualsivoglia misura, di portatori di vasi campaniformi. Al contrario Renfrew, in unopera recente che descrive gli studi di linguistica storica, preferisce una teoria sulle origini indoeuropee che era già in voga nel XIX secolo ma che ora egli ripresenta con le opportune modifiche e messe a punto. Le sue argomentazioni sono complesse e raffinate, e andrebbero studiate sulloriginale. Ma sono convincenti. Egli non si rifà a un modello migrazionista, pur avanzando lipotesi che, grosso modo prima del 6000 a.C., nella parte orientale dellAnatolia si trovassero popolazioni parlanti lingue progenitrici di tutte le lingue indoeuropee, e che intorno al 4000 a.C. i più antichi parlanti lingue indoeuropee avrebbero raggiunto l'Europa e forse anche la Gran Bretagna.
I Celti vengono considerati discendenti da questi Indoeuropei. A partire dal 6000 a.C. essi si erano diffusi dalla loro sede originaria sia in direzione est sia in direzione ovest, raggiungendo a Occidente la Gran Bretagna e l'Irlanda, e a Oriente lIndia. Gli studi di mitologia comparata hanno evidenziato che la letteratura sanscrita ci tramanda antichi riti indiani assai simili a quelli che si ritrovano nellIrlanda celtica, e che si possono istituire impressionanti
paralleli tra alcune divinità indù e gli dei celtici.
Gli storici erano soliti sostenere che i Celti erano giunti nelle Isole Britanniche a ondate successive a partire dal 500 a.C. circa, e che quindi i druidi, essendo Celti, non potevano avere costruito i circoli di pietre. Gli appassionati di antichità della rinascita druidica del XVIII secolo e i moderni Ordini druidici che sostenevano che i druidi praticavano il loro culto in località come Stonehenge venivano scherniti dagli accademici convinti che invece gli ultimi circoli di pietre costruiti fossero anteriori di oltre cinquecento anni all'arrivo dei Celti. Tuttavia, i dati che sono oggi in nostro possesso mostrano che i druidi della rinascita e quelli moderni avevano ragione riguardo ai loro predecessori, sia che si pensi alla comparsa in Gran Bretagna dei proto-Celti intorno al 2000 a.C., con la cultura dei Vasi Campaniformi, sia che si pensi a un loro arrivo in epoche ancora anteriori, con gli Indocuropci, come ipotizza Colin Renfrew.
(Articolo di Rolando Dubini, Associazione Celtegh Medhelan)

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