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Riconoscimento bretone e gallo lingue ufficiali

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RENNES (AFP - 23:09) – Il consiglio regionale della Bretagna ha ufficialmente riconosciuto venerdì all’unanimità il bretone e il gallo come “lingue della Bretagna”, “accanto alla lingua francese”, nel quadro di un piano in favore del bilinguismo in Bretagna per salvare le lingue regionali.

Presentato giovedì in sessione plenaria da Jean-Pierre Thomin, presidente della commissione cultura, questo piano fa seguito alla volontà pubblicata dalla nuova assemblea, a maggioranza di destra (PS, PCF, PRG, Verdi e autonomisti), di definire e rinforzare la lingua bretone.
Gran parte del progetto concerne soprattutto il bretone, anche se il gallo è integrato in questo progetto, come “lingua romanza specifica della Bretagna” e “facente parte a pari titolo col bretone del suo patrimonio culturale”.

Il gallo, insieme di dialetti il cui numero di locutori è sconosciuto, soffre in effetti “di una mancanza di visibilità nell’attuale società bretone”, riflette Jean-Pierre Thomin.

Il consiglio regionale ha inoltre richiesto “la ratifica della Carta europea delle lingue regionali e minoritarie”, ribadendo che “l’Unione europea, con la Francia, esige questa ratifica per i paesi candidati all’adesione, quando la Francia si è sempre rifiutata di farlo”. “Vi è l’urgenza d’intervento. Il bretone è stato classificato dall’Unesco come lingua in pericolo serio d’estinzione”, sottolinea Jean-Pierre Thomin.
Ma la situazione è controversa. Se la conoscenza e la pratica della lingua sono in declino – 300.000 locutori, di cui il 64% ha più di 60 anni - , il numero di bambini di famiglia bilingue è in progressione del 10% ogni anno, con 9.700 allievi censiti nel 2004 nei cinque dipartimenti.
La regione analizza che se sono stati fatti dei progressi in materia di bilinguismo nella segnalazione stradale, l’offerta del bretone nell’insegnamento, la vita sociale e i media resta molto debole.
Tramite le proposte, che non sono state quantificate, la priorità è data alla formazione e alla trasmissione della lingua. La regione prevede la formazione di 150 insegnanti ogni anno, sperando di raggiungere 20.000 allievi nei settori bilingue nel 2010, “un obiettivo ambizioso ma realista”, ha assicurato il presidente del consiglio regionale, Jean-Yves Le Drian (PS).
La regione si propone altresì di attribuire delle donazioni ai licei dispensati dai corsi di bretone o gallo, sostiene l’associazione Diwan che gestisce delle scuole di bretone, rinforzare la formazione degli adulti, stimolare la trasmissione famigliare e sviluppare il bretone nel mondo del lavoro, la vita sociale e pubblica, così come nei media (in particolare con la creazione di una televisione regionale bilingue).

Il consiglio regionale si auspica altresì di incoraggiare la creazione culturale in bretone e in gallo nell’editoria, teatro e nel canto. “Questa è una decisione storica. Grazie, a nome di coloro che hanno vissuto nella vergogna di parlare bretone o gallo, e che sono oggi riabilitati”, ha dichiarato Naig Le Gars, consigliere regionale UDB (Unione democratici bretoni, sinistra autonomista). Il presidente del consiglio generale della Loria-Atlantica, Patrick Mareschal (PS), si dichiarato anch’egli soddisfatto. “Si è fatta così la storia di ogni tempo quando la Loira-Atlantica faceva parte della Bretagna, nessuno gli contesta questa realtà storica e culturale”, ha ribadito.

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